Francesco Cocco
1960, Recanati, Macerata
Bio
Presente in mostre

Residente a Modena dalla metà degli anni ottanta, inizia l’attività di fotografo nel 1989 mosso dalla volontà di documentare la marginalità sociale e l’universo infantile, tematiche che lo portano ad effettuare ripetuti viaggi in Africa, Sud America e nel continente asiatico. In Bangladesh fotografa le condizioni di vita dei bambini di strada e documenta il lavoro minorile, in Cambogia affronta, in collaborazione con Emergency, il dramma delle vittime delle mine antiuomo e, con il supporto dell’ONG New Humanity, documenta il dramma della prostituzione minorile. In Brasile fotografa i non vedenti dell’Istituto Benjamin Constant di Rio de Janeiro e lo sfruttamento dei bambini lavoratori sull’isola di Marajoa in Amazzonia. Negli anni Duemila documenta le condizioni di vita dei civili in Kosovo dopo la guerra, le problematiche dell’handicap, della malattia infantile e della condizione carceraria italiana. Da quest’ultima esperienza deriva la pubblicazione Prisons del 2006.

Collaboratore con Medici Senza Frontiere, Cocco ha al suo attivo pubblicazioni e mostre sia in Italia che all’estero (Modena 1993, Carpi 1999, Milano 2004, Arles 2006, Roma 2007, New York 2009), mentre i suoi reportage sono apparsi su prestigiosi quotidiani e riviste tra cui «Repubblica», «L’Espresso», «Panorama», «Marie Claire» e «Internazionale». Dal 2003 è rappresentato dall’agenzia fotogiornalistica Contrasto.

Modena e i suoi fotografiModena e i suoi fotografi

dal Dopoguerra agli anni Novanta

12 aprile - 2 giugno 2014

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Opere in mostra

Francesco Cocco

Phnom Pen (Cambogia), ospedale militare. Ragazzo vittima di una mina antiuomo, 1999

stampa inkjet, 280 x 420 mm

© l’autore

Francesco Cocco

La Digue (Cambogia), “Strada dei bordelli” Prostituta in un bordello, 1999

Stampa inkjet, 350 x 440 mm

© l’autore