Pino
Musi

1958, Salerno

Pino Musi è nato a Salerno nel 1958, vive a Parigi.
Si avvicina alla fotografia all’età di quattordici anni, quando inizia ad apprendere da autodidatta la tecnica del bianco e nero. Il fascino per la camera oscura, così come l’assidua frequentazione – almeno fino a metà degli anni ottanta – delle “cantine” che ospitano il teatro sperimentale d’avanguardia, segnano profondamente la sua ricerca sia sul piano linguistico sia su quello concettuale. Fondamentali, inoltre, sono gli incontri con il regista Jerzy Grotowski e con l’architetto svizzero Mario Botta, con cui porta avanti per anni una stretta collaborazione. Nel tempo, il suo lavoro si interseca con molteplici aree di interesse, dall’antropologia all’architettura, dall’archeologia alla produzione industriale. Contraddistinta dall’insistente sperimentazione sulla forma, mai fine a se stessa, ma parte di un percorso progettuale coerente, la ricerca di Pino Musi trova modalità di espressione privilegiata nella realizzazione di libri ed in particolare di libri d’artista, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1997 viene premiato alla Frankfurter Buchmesse da una giuria composta dai membri della Stiftung Buchkunst e della Deutsche Bibliothek, per il volume Mario Botta seen by Pino Musi edito a Stoccarda da Daco Verlag ed impaginato da Werner Jeker. Nello stesso anno, in occasione del restauro della Chapelle Notre Dame du Haut a Ronchamp, è invitato da una commissione internazionale, presieduta da Jean Petit, a rileggere e interpretare il capolavoro di Le Corbusier. Sempre in quell’anno riceve un riconoscimento in occasione del “Europaischer Architekturfotografie Preis” per la qualità delle sue fotografie d’architettura. Nel 1998 un altro volume pubblicato con Daco Verlag, Oxymoron, è premiato fra i migliori libri d’arte alla Frankfurter Buchmesse. Nel 2003, nell’ambito di “Modena per la Fotografia”, Musi riceve il premio Oscar Goldoni per il miglior volume fotografico edito in Italia, con Libro, un viaggio fantastico nei meandri del testo scritto. Nel 2006 è uno degli artisti selezionati da Achille Bonito Oliva per il progetto “le Stazioni dell’Arte”: 16 opere fotografiche sugli anni ‘20-’30 sono esposte all’interno della stazione metropolitana “Mostra d’Oltremare” di Napoli. Nel 2007 il lavoro In Mollino’s Rooms è presentato a Paris Photo, sostenuto da Unicredit Collection. Nel 2008, su richiesta del Ministero della Cultura e del Patrimonio di Abu Dhabi, è invitato a fotografare gli spazi della Moschea Sheikh Zayed, una delle più grandi del mondo. Dal 2011 è docente nei corsi del Master di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena. Nel 2012 espone al Museo dell’Ara Pacis di Roma Rivelazioni della forma. L’origine dell’Italia nelle fotografie di Pino Musi. Nel 2013 il libro d’artista _08:08 Operating Theatre è selezionato in molteplici book lists internazionali come uno dei migliori libri dell’anno. Opere originali dell’autore fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero, fra cui quelle della Fondazione Rolla, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, della Fondazione Fotografia di Modena.

www.pinomusi.com

Master

Pratiche artistiche

Intuire e declinare la forma: materiali, processi, sperimentazioni
1° e 2° anno di corso

Workshop

17-19 ottobre 2014

TECNOLOGIE DIGITALI DI STAMPA

Questioni di metodo e sperimentazione. Workshop con Pino Musi

Seminari

Intuire e declinare la forma: materiali, processi, sperimentazioni

10 - 12 marzo





DOCENTI ANNO ACCADEMICO 2018-2019

DOCENTI DAL 2011