29-30-31 marzo 2019

Workshop

CECI N’EST PAS UN SELFIE

Workshop con Mustafa Sabbagh

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CECI N’EST PAS UN SELFIE

Il pensiero dietro il ritratto nell’arte contemporanea

Obiettivo puntato sul ritratto e sull’autoritratto: nell’era del “selfie ergo sum”, l’autoritratto impone una triplice assunzione di ruoli da parte dell’artista in autore/soggetto/osservatore di se stesso. Dal Narciso di Caravaggio a una Cindy Sherman-Narciso, la storia dell’arte e della fotografia racconta di artisti che diventano opere d’arte in virtù del loro scarto progettuale, della loro consapevolezza nello spazio che occupano, di un self-control più o meno domato che rivela intimamente, violentemente o delicatamente, la propria natura.

Durante il workshop Mustafa Sabbagh guida i partecipanti nell’indagine artistica della propria posizione, in rapporto alla propria più intima percezione. Tre giorni di viaggio nel mondo dell’arte contemporanea esplorando la lingua privilegiata della fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica, che la pratica è ricerca, che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.

Il workshop prevede una fase operativa volta alla costruzione di un progetto autobiografico attraverso la fotografia o il video.

Quando

29-30-31 marzo 2019


Dove

Modena, via Giardini 160


Costo

350€
Fino al 13 gennaio sconto Early Bird del 15%


scarica la scheda di iscrizione
Termini

Le iscrizioni avvengono per ordine di arrivo, fino ad esaurimento posti. Durata: 20 ore


Modalità di iscrizione

La scheda di iscrizione va inviata via e-mail all'indirizzo formazione@fmav.org


Attrezzature e materiali richiesti




Mustafa
Sabbagh

“La vera bellezza ferisce”. MS

Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania, 1961, vive e lavora in Italia). Italo-palestinese, allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade.

Già assistente di Richard Avedon e docente al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, dopo una brillante carriera come fotografo di moda riconosciuta dai magazines più prestigiosi del mondo, a partire dal 2012 Sabbagh concentra la sua ricerca nell’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte, attraverso una sorta di contro-canone estetico dove il punctum è la pelle – diario dell’unicità individuale. Armonia dell’imperfezione, indagine psicologica e studio antropologico attraverso la costruzione dell’immagine e dell’installazione ambientale sono gli stilemi che Sabbagh trasferisce con disinvoltura dalle pagine patinate, agli spazi dei musei e delle gallerie più famosi del mondo – tra cui il Musée de l’Élysée di Losanna, considerato tempio internazionale della fotografia.

Spesso protagonista di interviste e documentari che indagano nelle sue visioni, nel 2013 Sky Arte HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo, e nel 2017 Rai5 l’ha indicato come il cantore privilegiato del lato oscuro della Bellezza attraverso il documentario di produzione internazionale The Sense of Beauty. Ad oggi Mustafa Sabbagh è stato riconosciuto, da uno storico dell’arte e della fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40 ritrattisti di nudo – unico italiano – tra i più rilevanti su scala internazionale.

In seguito alla sua prima mostra antologica “XI Comandamento: Non dimenticare”, il Sindaco Leoluca Orlando, “manifestando profonda ammirazione per la sua arte ed il suo sguardo verso lo stesso punto estremo dell’orizzonte”, gli ha conferito la cittadinanza onoraria del Comune di Palermo. Sempre nel 2016, la compagnia teatrale Nèon (CT) si ispira alla sua opera omnia per la realizzazione della pièce “Invasioni – dedicato a Mustafa Sabbagh”, eletto da Panorama come uno dei 10 migliori spettacoli teatrali del 2016. Mustafa Sabbagh è stato inoltre chiamato a risemantizzare, a dimostrazione che l’arte è un continuum, l’Ebe di Canova (Musei San Domenico, Forlì, 2017), la Venere Pudica di Botticelli (Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 2017), la Venere dei Porti di Sironi (Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano, 2015).

Le sue opere sono presenti in numerose pubblicazioni accreditate internazionalmente (tra cui Faces – the 70 most beautiful photography portraits of all time, a cura di Peter Weiermair), in monografie sold-out (tra cui About Skin, ed. Damiani, acquisita all’interno della biblioteca di libri d’arte della Tate Gallery, Londra), e in molteplici collezioni permanenti, in Italia e all’estero – incluse le storiche Collezione Arte Farnesina, la collezione della Fondazione Orestiadi, della Fondazione Ferrara Arte e l’acquisizione di un suo progetto nella collezione di arte contemporanea del MAXXI.

Docenze

CECI N’EST PAS UN SELFIE




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