17 | 18 novembre 2012 + 26 gennaio 2013

Workshop

La fotografia come paesaggio interiore

Workshop con Antonio Biasiucci

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La fotografia come paesaggio interiore

Il workshop di Antonio Biasucci si basa sul concetto di Laboratorio formulato dal regista e drammaturgo sperimentale Antonio Neiwiller: “uno stimolo a solleticare le corde interne del pensiero e dell’emozione affinché diventino epifanie pure e scarnificate”.

Biasiucci applica da anni alla fotografia le idee che Neiwiller ha formulato per il teatro, concentrando la sua ricerca su tematiche che si collocano tra i due opposti concetti di origine e catastrofe. I soggetti delle sue serie, come il pane, i corpi, i vulcani, diventano grazie alla fotografia elementi ancestrali, portatori di un valore universale che appartiene alla storia dell’uomo. La metodologia da lui adottata implica una reiterazione dell’azione: un luogo circoscritto viene fotografato ripetutamente con un approccio sottrattivo che spoglia progressivamente l’immagine del superfluo, fino a raggiungere una visione essenziale del soggetto.

Nelle prime due giornate di workshop Biasiucci presenterà la propria ricerca trentennale e trasmetterà ai partecipanti i principi e le pratiche di questo metodo di lavoro. Nell’incontro conclusivo, a distanza di due mesi, verranno discussi i progetti realizzati a partire dal workshop.

Quando

17 | 18 novembre 2012 + 26 gennaio 2013


Dove

Via Giardini 160
Modena


Costo

350 Euro


scarica la scheda di iscrizione
Termini

Il workshop prevede un numero minimo di 6 e massimo di 16 partecipanti.

Le iscrizioni avvengono per ordine di arrivo, fino ad esaurimento posti.


Modalità di iscrizione

La scheda di iscrizione va inviata via e-mail all'indirizzo
formazione@fondazione-crmo.it

Le modalità e i termini di pagamento verranno comunicati via e-mail insieme
alla conferma di avvenuta iscrizione.


Attrezzature e materiali richiesti

- macchina fotografica;
- portfolio stampato o in formato digitale;
- computer portatile (facoltativo).





Antonio
Biasiucci

1961, Dragoni (Caserta)

Antonio Biasiucci si trasferisce a Napoli nel 1980 dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane e contemporaneamente una ricerca sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti e persone del paese nativo. Nel 1984 inizia a collaborare con l’Osservatorio Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Nel 1992 vince ad Arles il premio “European Kodak Panorama”. Fin dagli inizi della sua attività, lavora a una ricerca che si radica nei temi della cultura del sud e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza. Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni tra cui: MAXXI di Roma, Centre Méditerranéen de la Photographie, Bibliothèque Nationale de France di Parigi, Departamento de investigación y documentación de la Cultura Audiovisual di Puebla, in Messico, Centre de la Phothographie di Ginevra, Château d’Eau di Tolosa, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, Fondazione Banca del Gottardo di Lugano, Musée de l’Elysée di Losanna, Galleria Civica di Modena, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea di Guarene (Cn) e Galerie Freihausgasse di Villach, Austria, Istituto Nazionale per la Grafica, Roma, PAN Palazzo delle Arti, Napoli, Collezione Banca Unicredit, MADRE Museo d’Arte contemporanea Donna Regina, Napoli. Ha ottenuto importanti riconoscimenti tra cui, per il volume Res. Lo stato delle cose – pubblicato nel 2004 – il “Kraszna-Krausz Photography Book Awards” nel marzo 2005 e il “Premio Bastianelli” nell’aprile dello stesso anno.