8/9/10 aprile

Workshop

L’habitat del fotografo

Workshop con Mustafa Sabbagh

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L’habitat del fotografo

Il workshop ha raggiunto il numero massimo di partecipanti previsti.
Chi fosse interessato a entrare nella lista d’attesa, è pregato di contattarci inviando la scheda di iscrizione compilata, senza effettuare il pagamento della quota di iscrizione.

Da figlio di culture diverse, ho spesso descritto la fotografia come mia madrelingua. Da creativo, l’ho spesso difesa come arte contemporanea. Linguaggio e consapevolezza: per riuscire a parlare occorre cultura, per essere ricordati è necessaria profondità. E come una lingua si compone di parole, la fotografia è una costruzione per immagini”.

Nel workshop tenuto da Mustafa Sabbagh verrà affiancata una parte teorica – di storia, di stile, di tecniche – ad una più propriamente pratica: all’interno di quest’ultima, Sabbagh chiederà agli studenti lo sviluppo di un proprio progetto, che valuterà nella giornata conclusiva del workshop. Sarà suo compito trasmettere ai partecipanti quanto il senso di affrancamento da ogni tipo di dogma preconfezionato, di sviluppo dei propri stilemi, stia alla base della costruzione di un’immagine che possa dirsi profonda, di una fotografia che possa dirsi arte. Laddove è sempre il contesto che crea la sostanza ed ogni individuo risponde dell’ambiente nel quale è immerso – e dal quale è plasmato – occorre che il fotografo ricrei un suo habitat, per permettere allo sguardo altrui di entrare. Libertà di esprimersi e di lasciarsi riconoscere: “it is my daily mood that makes the weather”.

Tre giorni di viaggio nel mondo della fotografia la cui meta è il possesso della consapevolezza, il cui percorso è lo sviluppo del linguaggio. Esplorare la fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica. Che la pratica è ricerca. Che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.

Quando

8/9/10 aprile


Dove

via Giardini 160, Modena


Costo

340 euro


scarica la scheda di iscrizione
Termini

Il workshop prevede un numero minimo di 7 e massimo di 15 partecipanti.
Le iscrizioni avvengono per ordine di arrivo, fino ad esaurimento posti.
Durata: 3 giorni


Modalità di iscrizione

La scheda di iscrizione va inviata via e-mail all'indirizzo formazione@fondazionefotografia.org


Attrezzature e materiali richiesti

Attrezzatura fotografica, cavalletto





Mustafa
Sabbagh

“La vera bellezza ferisce”. MS

Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania, 1961, vive e lavora in Italia). Italo-palestinese, allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade.

Già assistente di Richard Avedon e docente al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, dopo una brillante carriera come fotografo di moda riconosciuta dai magazines più prestigiosi del mondo, a partire dal 2012 Sabbagh concentra la sua ricerca nell’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte, attraverso una sorta di contro-canone estetico dove il punctum è la pelle – diario dell’unicità individuale. Armonia dell’imperfezione, indagine psicologica e studio antropologico attraverso la costruzione dell’immagine e dell’installazione ambientale sono gli stilemi che Sabbagh trasferisce con disinvoltura dalle pagine patinate, agli spazi dei musei e delle gallerie più famosi del mondo – tra cui il Musée de l’Élysée di Losanna, considerato tempio internazionale della fotografia.

Spesso protagonista di interviste e documentari che indagano nelle sue visioni, nel 2013 Sky Arte HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo, e nel 2017 Rai5 l’ha indicato come il cantore privilegiato del lato oscuro della Bellezza attraverso il documentario di produzione internazionale The Sense of Beauty. Ad oggi Mustafa Sabbagh è stato riconosciuto, da uno storico dell’arte e della fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40 ritrattisti di nudo – unico italiano – tra i più rilevanti su scala internazionale.

In seguito alla sua prima mostra antologica “XI Comandamento: Non dimenticare”, il Sindaco Leoluca Orlando, “manifestando profonda ammirazione per la sua arte ed il suo sguardo verso lo stesso punto estremo dell’orizzonte”, gli ha conferito la cittadinanza onoraria del Comune di Palermo. Sempre nel 2016, la compagnia teatrale Nèon (CT) si ispira alla sua opera omnia per la realizzazione della pièce “Invasioni – dedicato a Mustafa Sabbagh”, eletto da Panorama come uno dei 10 migliori spettacoli teatrali del 2016. Mustafa Sabbagh è stato inoltre chiamato a risemantizzare, a dimostrazione che l’arte è un continuum, l’Ebe di Canova (Musei San Domenico, Forlì, 2017), la Venere Pudica di Botticelli (Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 2017), la Venere dei Porti di Sironi (Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano, 2015).

Le sue opere sono presenti in numerose pubblicazioni accreditate internazionalmente (tra cui Faces – the 70 most beautiful photography portraits of all time, a cura di Peter Weiermair), in monografie sold-out (tra cui About Skin, ed. Damiani, acquisita all’interno della biblioteca di libri d’arte della Tate Gallery, Londra), e in molteplici collezioni permanenti, in Italia e all’estero – incluse le storiche Collezione Arte Farnesina, la collezione della Fondazione Orestiadi, della Fondazione Ferrara Arte e l’acquisizione di un suo progetto nella collezione di arte contemporanea del MAXXI.

Docenze

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