9-11 maggio 2014

Workshop

OFF-CAMERA: IMPRONTA E GESTO

Workshop con Nino Migliori

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OFF-CAMERA: IMPRONTA E GESTO

Il workshop condotto da Nino Migliori, uno dei più attivi sperimentatori italiani del linguaggio fotografico, è focalizzato su due particolari tecniche di ricerca off-camera: i lucigrammi e le ossidazioni. Tali sperimentazioni contribuiscono in modo determinante alla riflessione sulla natura della fotografia aiutando a comprendere che finché la luce sarà elemento fondante del processo di “fissazione dell’immagine” si potrà sempre parlare di fotografia, superando così la diatriba tra analogico e digitale. In particolare, le ossidazioni vengono realizzate su carta fotografica bianco-nero intervenendo con i fattori fondamentali: luce, calore e tempo. Si lavorerà quindi sui concetti di impronta e gesto. I lucigrammi sono invece scrittura con la luce e chiamano in causa il concetto spazio-tempo: particolare attenzione sarà quindi posta al controllo del movimento della luce e delle ombre, in termini di velocità e di distanza dalla carta. Nelle tre giornate di workshop – che vedranno intervallarsi momenti di riflessione teorica ed esercitazioni pratiche – Nino Migliori guiderà i partecipanti nella sperimentazione di queste tecniche di fotografia senza macchina fotografica.

Quando

9-11 maggio 2014


Dove

Via Giardini 160, Modena


Costo

370 Euro


scarica la scheda di iscrizione
Termini

Il workshop prevede un numero minimo di 7 e massimo di 15 partecipanti.
Le iscrizioni avvengono per ordine di arrivo, fino ad esaurimento posti.


Modalità di iscrizione

La scheda di iscrizione va inviata via e-mail all'indirizzo 
formazione@fondazionefotografia.org


Attrezzature e materiali richiesti

- portfolio stampato o in formato digitale.





Nino
Migliori

1926, Bologna

Nino Migliori nasce a Bologna nel 1926, dove vive e lavora. Tra i principali fotografi italiani del secondo dopoguerra, viene considerato un vero e proprio architetto della visione. I primi scatti risalgono alla fine degli anni Quaranta a Bologna, anni in cui nascono le sue prime sperimentazioni: i “muri”, i lavori “off-camera”, interviene sulle lastre e sulle pellicole con graffi e incisioni (cliché-verre), usa la luce di un fiammifero per impressionare i negativi (pirogrammi), disegna sulla carta fotografica con liquidi di fissaggio e di sviluppo (ossidazioni). Le sue produzioni di esplorazione fotografica assumono la loro ragion d’essere solo se lette all’interno del versante dell’Informale europeo, da Wols a Tàpies a Burri; dalla fine degli anni Sessanta il lavoro di Migliori assume valenze più concettuali, senza mai abbandonare il fil rouge della sua ricerca, ancora oggi in continuo sviluppo. Come anche lui afferma, “fotografare significa scegliere e trasformare”: la materia scelta si trasforma sempre in qualcosa d’altro, facendo della fotografia uno strumento atto alla sperimentazione e al gioco.

Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, tra le quali: MNAC a Barcellona, MoMA a New York; Museum of Fine Arts a Houston; Bibliothèque Nationale a Parigi, Museum of Fine Arts a Boston; Musée Reattu ad Arles, SFMOMA a San Francisco, MaMBO a Bologna, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, CSAC di Parma, Galleria d’Arte Moderna a Roma, e altre.