Andrea
Luporini

1984, La Spezia

Andrea Luporini inizia a interessarsi alla fotografia dopo gli studi universitari, utilizzando la macchina fotografica del padre.

Dopo un iniziale percorso da fotoamatore, ha cominciato la frequentazione e collaborazione con il circolo ARCI Btomic di La Spezia, in cui, grazie alla quotidiana osservazione della vita degli artisti che lo frequentano, ha potuto elaborare l’apparato etico e teorico che l’accompagna ancora oggi.

Nel suo lavoro sono frequenti i concetti spaziali appresi durante il corso di Geografia del professor Franco Farinelli all’università di Bologna, che si manifestano in un approccio alla fotografia vicino all’antropologia culturale, sia nel caso di ricerca documentale che introspettiva.

A MISURA DI BRACCIO (2016)

Quando si pensa ai problemi legati all’ambiente, subito vengono in mente i grandi disastri: spettacolari eventi lontani che guardiamo con orrore, dimenticando le minacce presenti appena fuori la porta delle nostre case.

Protagonista di questo lavoro non è l’eccezione da prima pagina ma la norma, non la ricerca dell’errore ma la sublime umanità della perseveranza.

È una considerazione sulla necessità di vivere all’interno di una società, per quanto disfunzionale, e sui meccanismi di rimozione che siamo disposti ad applicare pur di portare avanti un’esistenza serena.

Separiamo inconsciamente i luoghi che abitiamo da quelli a cui cerchiamo di non pensare, siano fabbriche o discariche di rifiuti tossici, anche se questi elementi convivono quotidianamente.

“A misura di braccio, a distanza d’offesa” recitava una canzone: la ricerca ossessiva di un punto di vista in cui gli scatti siano separati solo dall’intervallo di uno sguardo serve a suggerire una riflessione, a fare un paragone fra queste inquadrature sacrificate e la qualità della nostra vita.

IO / (NON PER FORZA) MIO (2015)

Queste immagini sono per me come la prima sorsata d’acqua alla fontana dopo una corsa.

A occhi chiusi, senza curarti troppo se ti bagni le scarpe.

Sono espressione di mesi trascorsi lavorando con vanga e tagliaerba nel pezzo di terra dove sono nato, cinque piane che un tempo furono un giardino, divenute gradualmente un bosco incolto.

La cura dedicata a questo luogo, per anni una presenza lontana e irrisolta, teatro di difficili vicende familiari, mi ha permesso di farlo nuovamente mio, finalmente per scelta e non più per un precoce senso di responsabilità.

Ho realizzato immagini ingenue e dai contorni imprecisi come i ricordi, legate tanto al passato quanto al momento stesso della riscoperta.

Sono in qualche modo un regalo che mi sono concesso, una parentesi di leggerezza, frammenti che esprimono la percezione di una bellezza istintiva e soggettiva, elementare.

Opere

Andrea Luporini, A misura di braccio, 2016, stampa inkjet
Andrea Luporini, A misura di braccio, 2016, stampa inkjet
Andrea Luporini, Io / (non per forza) mio, 2015, stampa laser da negativo, 60×60 cm
Andrea Luporini, Io / (non per forza) mio, 2015, stampa laser da negativo, 60×60 cm
Andrea Luporini, Io / (non per forza) mio, 2015, stampa laser da negativo, 60×60 cm