Irene
Pinardi

1988, Ponte dell'Olio (PC)

Vive e lavora a Pieve di Cento (Bo). Nel 2013 si laurea in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con una tesi sull’ “errore fotografico” come mezzo di sperimentazione nella pratica artistica. Attualmente frequenta il master di alta formazione sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia Modena.

MADELEINE PER DUE (2015)

“L’odore di polvere e liquerizia, è questa la mia infanzia.
Mi rivedo davanti alla parete della mia scuola materna che gratto, con gli altri bambini, quel muro intenerito dal tempo.
Non era solo un gioco, era un lavoro e la polvere raccolta dentro a una scatolina di caramelle Tabù significava per me la gratificazione del produrre qualcosa, di mio, di nostro”.

Madeleine per due nasce da questo ricordo di mia madre. rievocare un gesto infantile, è adulta consapevolezza.

portare alla luce. lasciar sedimentare.
rilevazione, è rivelazione.
il sé e l’altro, è ri-appacificazione.
passato che ritorna presente, è archeologia ripetuta. attesa, riscoperta e cambiamento.

progressiva conquista di identità.
condivisione, è realtà, è collettività.
memoria personale, è immagine evocata. proiezione, labile, eterea, mentale.
tutto ciò che resta,
solo polvere.

IL BENEFICIO DEL BUIO (2014)

Questo progetto, ancora in corso, nasce all’interno della casa di mia nonna malata di Alzheimer.

Scostandomi dal mio interesse iniziale legato alla patologia, ho deciso di estendere e generalizzare la mia analisi. Ho così scoperto la specularità e la continuità tra il ricordo e l’oblio, imparando che la rimozione di alcune informazioni è funzionale e indispensabile alla conservazione di altre. Siamo continuamente chiamati a operare una selezione mediata dai nostri sensi: conserviamo, sotto forma di immagini, i dettagli percepiti come primari ed essenziali. Dimenticare ci permette di ricordare. Ricordare ci permette di rievocare, in un flusso di pensiero che va dal buio al barlume, dall’opacità alla messa a fuoco, dalla perdita al recupero.

I dittici, tra parvenza pittorica ed evidenza fotografica, cercano di simulare la ricerca con cui cerchiamo di far riemergere i particolari. Attuando un’operazione di fotosmontaggio, ho estrapolato dall’imma-gine originaria orizzontale due sezioni verticali, invertendo o spostando leggermente il campo d’osservazione così da suscitare disorienta-mento nella perdita o nell’aggiunta di particolari.

Ogni visione non è che una proiezione frammentaria che ci offre una conoscenza e un’esperienza insolita e imprevedibile: risveglia un senso di familiarità ma si libera della consuetudine.

Opere

Irene Pinardi, Madeleine per due, 2015
Irene Pinardi, Madeleine per due, 2015
Irene Pinardi, Il beneficio del buio, 2014, stampa inkjet, 16×24 cm
Irene Pinardi, Il beneficio del buio, 2014, stampa inkjet, 16×24 cm