Carolina
Martines

1991, Forlì (FC)

Dopo aver frequentato il liceo classico, nel 2012 si iscrive al triennio di fotografia presso la Libera Accademia di Belle Arti di Rimini,  dove focalizza la sua attenzione sulle diverse espressioni visive dell’arte contemporane , approfondendo i rapporti sia con la fotografia che con gli altri mezzi di comunicazione visiva.

Si laurea nel febbraio 2016 con una tesi e un progetto, tutt’ora in fase di sviluppo, dal titolo Souvenir, che analizza l’impatto delle tecnologie e della rivoluzione mediatica nella comunicazione e nella percezione delle immagini fotografiche.

Nel giugno dello stesso anno  partecipa alla mostra collettiva Bruma curata da Marco Samorè, esponendo Sinestesia, un lavoro sul rapporto percettivo tra immagine, suono e spazio nell’era della digitalizzazione.

 

HYPNAGOGIA (2017)

 

I flash ipnagogici si presentano come suggestioni astratte della durata di pochi secondi ciascuna, generalmente isolate, di cui non è possibile controllare l’apparire, il contenuto e la durata. In questi attimi i fatti sono indipendenti dall’uomo ed esistono in una dimensione “magica”. Il filosofo Timothy Morton nel testo Realist Magic teorizza l’impossibilità dell’essere umano di cogliere la realtà nella sua totalità sostenendo che a livello percettivo lo spazio e il tempo fisici sono surclassati da una dimensione di configurazione sensuale situata esattamente di fronte a noi.

Tale stato di presenza-assenza è ben percepibile durante la fase onirica così come nella visione di una fotografia.

Opere

Carolina Martines, Hypnagogia, 2017, proiezione di diapositive
Carolina Martines, Hypnagogia, 2017, proiezione di diapositive